Santa Dorotea

Don Luca Passi, fondatore delle Suore Maestre di S. Dorotea, ha scelto questa giovane come patrona e ispiratrice dei laici cooperatori e dell’Istituto delle Suore che successivamente ha fondato.
S. Dorotea aveva colpito don Luca per la fermezza nella fede, per la sua dolcezza persuasiva, ma anche per il coraggio dimostrato nella prova e la capacità di coinvolgere, trascinare al bene.
Il racconto del martirio di S. Dorotea evidenzia proprio questa sua forza trascinatrice nei confronti di due giovani coetanee che, per paura, avevano abbandonato la fede in Gesù e che le erano state affiancate per indurre anche Dorotea all’apostasia. Dorotea però non si lascia convincere, anzi, ravviva nelle due giovani il dono della fede al punto che tutte e tre alla fine daranno la vita per Cristo.

santa_dorotea“Nella Cappadocia, antica regione dell’Asia Minore, sorgeva la città di Cesarea, capitale così chiamata in onore dell’imperatore Tiberio.
Qui viveva Dorotea, che con molto ardore onorava il Signore, e un persecutore di cristiani, Saprizio, il quale, venuto a sapere che Dorotea era seguace di Cristo, la convocò per persuaderla a offrire sacrifici agli dèi. Ma visto che la giovane era ferma nelle sue convinzioni di fedele cristiana, la fece legare a una catasta, minacciandola di farla morire tra le fiamme se non avesse rinnegato la fede. Vedendo che Dorotea rimaneva irremovibile nella sua fede, la fece togliere dalla catasta e la inviò a due ragazze, sue amiche, che avevano rinnegato la fede: l’una si chiamava Crista, l’altra Callista, nomi che testimoniavano che le due erano state cristiane.

Saprizio sperava che le due concittadine persuadessero Dorotea a offrire sacrifici agli dèi, descrivendole le pene atroci di una morte così violenta. Al contrario Crista e Callista furono di nuovo convertite alla fede dalle parole persuasive di Dorotea, la quale ripeteva che la fede cristiana era l’unica che dava la salvezza eterna. Così riscattate, Crista e Calista ritornarono al palazzo di Saprizio e a lui proclamarono la loro riacquistata fedeltà a Cristo. Immediatamente furono condannate al rogo. Dorotea, ancora più felice perché le due giovani avevano con coraggio affrontato il martirio in nome di Cristo, affrontò l’ira di Saprizio, elevando lodi al Signore.”

Storia di S. Dorotea, Atti dei Martiri